Intelligenza artificiale, tecnologia e diritto: a Erice la seconda edizione della Scuola internazionale

Intelligenza artificiale, tecnologia e diritto: a Erice la seconda edizione della Scuola internazionale

Dal 1° al 6 settembre 2026, la Fondazione Ettore Majorana di Erice ha ospitato la seconda edizione dell’International School on Artificial Intelligence: Technology and Law. Esperti e ricercatori internazionali si sono confrontati su applicazioni, rischi, regolamentazione e governance dell’intelligenza artificiale, delineando i principi di una People’s AI trasparente, verificabile e posta al servizio dell’essere umano.

Intelligenza artificiale, tecnologia e diritto: a Erice la seconda edizione della Scuola internazionale

Dal 1° al 6 settembre 2026, nella cornice scientifica e culturale di Erice, si è svolta la seconda edizione dell’International School on Artificial Intelligence: Technology and Law, organizzata dalla «Ettore Majorana» Foundation and Centre for Scientific Culture.

La Scuola internazionale ha riunito studiosi, esperti, professionisti e giovani ricercatori provenienti da diversi Paesi per approfondire una delle sfide decisive del nostro tempo: comprendere come sviluppare e utilizzare l’intelligenza artificiale mantenendo al centro responsabilità, sicurezza, dignità umana e interesse collettivo.

Fondata sulla visione scientifica del professor Antonino Zichichi, la Fondazione Ettore Majorana rappresenta da decenni un luogo privilegiato di incontro tra discipline e culture differenti. Il Centro ha ospitato nel corso della sua storia 154 premi Nobel, consolidando il ruolo di Erice come punto di riferimento internazionale per il confronto sulle grandi trasformazioni scientifiche e sociali.
La seconda edizione della Scuola ha proseguito il percorso avviato nell’aprile 2026, rafforzando il dialogo tra tecnologia, diritto, etica e governance dell’intelligenza artificiale.
La direzione della Scuola è affidata a Pavan Duggal, Axel Lehmann e Pier Paolo Maria Menchetti. Il professor Menchetti, presidente del CSAIA – Centro Studi Avanzati di Intelligenza Artificiale, ha contribuito a consolidare un approccio interdisciplinare nel quale lo sviluppo tecnologico viene messo in relazione con le sue conseguenze giuridiche, sanitarie, economiche e sociali.

Un programma internazionale tra tecnologia, applicazioni e governance dell’AI
Il programma della seconda edizione è stato articolato intorno ai tre pilastri fondamentali della People’s AI: aspetti tecnologici, applicazioni e governance.
Il primo modulo ha affrontato i fondamenti dell’intelligenza artificiale, la sua evoluzione storica e i cambiamenti tecnologici che ne stanno accelerando lo sviluppo. Le lezioni di S.K. Oh e Axel Lehmann hanno approfondito la trasformazione dei modelli di AI, i principali driver dell’innovazione e il rapporto tra progresso scientifico e regolamentazione.
Una parte significativa del programma è stata dedicata alle applicazioni dell’intelligenza artificiale in settori strategici:

  • ricerca biomedica e applicazioni sanitarie, con Pier Paolo Maria Menchetti;
  • genetica avanzata, con Giuseppe Novelli;
  • agricoltura e sistemi agroalimentari, con Paolo Gay;
  • infrastrutture digitali decentralizzate ed energie rinnovabili, con Desiree Verga;
  • finanza, banche centrali e autorità di vigilanza, con Andrea Vivoli;
  • smart cities, resilienza, sostenibilità e politiche pubbliche, con Shaikha Al Saanad;
  • giustizia amministrativa italiana, con Domenico Franco Sivilli;
  • quantum computing e applicazioni emergenti, con Marilena Longobardi.

Il confronto ha mostrato come l’intelligenza artificiale non sia più una tecnologia circoscritta a singoli ambiti specialistici. È ormai un’infrastruttura trasversale che incide sulla sanità, sull’economia, sulla pubblica amministrazione, sull’agricoltura, sull’energia, sulla sicurezza e sui processi decisionali.
Per questa ragione, l’analisi delle applicazioni è stata costantemente accompagnata dalla valutazione dei rischi, delle responsabilità e delle conseguenze sociali.

Intelligenza artificiale tra diritto, sicurezza e responsabilità
Un ampio spazio è stato riservato alla governance e alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale.
Le sessioni hanno affrontato la protezione dei dati, la privacy, la proprietà intellettuale, la responsabilità, la non discriminazione, la sovranità digitale, la cybersecurity e il ruolo delle istituzioni pubbliche.
Gli interventi di Ulrika Dellrud, Desiree Verga, Marco Braccioli, Gabriele Carapezza Figlia , Daniela Mainenti , Saverio Occhipinti , Marilena Longobardi , Suany Mazzitelli  e Shaikha Al Saanad hanno evidenziato la necessità di costruire sistemi normativi capaci di accompagnare l’innovazione senza rinunciare alla tutela dei diritti fondamentali.

Tra gli argomenti discussi:

  • il passaggio dalla protezione dei dati a una governance responsabile dell’AI;
  • la complessità dei processi legislativi e il loro aggiornamento attraverso strumenti di intelligenza artificiale;
  • la protezione della proprietà intellettuale nell’epoca dell’AI generativa;
  • il principio di non discriminazione e la prevenzione dei bias algoritmici;
  • la responsabilità dei soggetti che progettano, distribuiscono e utilizzano sistemi di AI;
  • la sicurezza delle infrastrutture critiche;
  • la resilienza informatica delle imprese e delle amministrazioni;
  • le politiche di sovranità dell’intelligenza artificiale;
  • la necessità di standard internazionali condivisi.

Il punto centrale emerso dal confronto è chiaro: l’intelligenza artificiale evolve più rapidamente delle legislazioni nazionali, mentre i suoi effetti superano confini geografici, settoriali e istituzionali.
Governare l’AI richiede quindi cooperazione internazionale, capacità interdisciplinare e un dialogo permanente tra comunità scientifica, autorità pubbliche, imprese e società civile.

People’s AI: quale intelligenza artificiale vogliamo costruire?
Quale AI vogliamo costruire per il futuro?
La risposta non può dipendere soltanto dalla potenza dei modelli o dalla loro capacità di generare contenuti, elaborare dati e automatizzare decisioni. Deve dipendere anche dalle regole, dai valori e dai principi che ne orientano la progettazione e l’impiego.
Dalla seconda edizione dell’International School on AI Technology and Law emerge una visione precisa: un’intelligenza artificiale al servizio dell’essere umano.
È la prospettiva della People’s AI, costruita attraverso il dialogo tra tecnologia, applicazioni e governance. Un modello di sviluppo che non considera le persone semplici utenti o destinatari passivi delle decisioni algoritmiche, ma soggetti centrali nella definizione degli obiettivi, dei limiti e delle responsabilità dell’innovazione.
La People’s AI si fonda su cinque principi strutturali.

Trasparenza
I sistemi di intelligenza artificiale impiegati in contesti ad alto impatto devono essere tracciabili e sottoponibili ad audit. Le decisioni, i dati e i processi rilevanti devono poter essere ricostruiti e verificati.

Analizzabilità
I modelli di frontiera devono poter essere analizzati con riferimento alla loro sicurezza. Tale valutazione deve includere audit indipendenti e il coinvolgimento delle autorità competenti, evitando che la complessità tecnica diventi un ostacolo alla supervisione.

Primato umano
L’intelligenza artificiale deve supportare la capacità decisionale umana, non cancellarla. I sistemi non dovrebbero comprimere i tempi delle decisioni al di sotto della soglia necessaria per consentire un giudizio umano effettivo, informato e responsabile.

Valutazione dei rischi
I sistemi di AI di frontiera richiedono una valutazione sistematica dei rischi a cascata e intersettoriali. Gli effetti di un sistema possono infatti propagarsi tra ambiti differenti, coinvolgendo economia, sicurezza, informazione, istituzioni, diritti e relazioni sociali.
Questa valutazione deve includere una pluralità di stakeholder e non può essere affidata esclusivamente ai soggetti che sviluppano la tecnologia.

Verifica e salvaguardie
La sicurezza dell’intelligenza artificiale richiede meccanismi di verifica, controllo e protezione coerenti tra ordinamenti differenti. Un presupposto essenziale è l’armonizzazione degli standard nazionali in materia di AI safety, così da costruire forme di tutela riconoscibili e applicabili a livello internazionale.

Una governance dell’AI fondata sul primato dell’essere umano
La People’s AI propone di superare una concezione dell’intelligenza artificiale basata esclusivamente sulla concentrazione di dati, potenza computazionale e capacità decisionale.
L’obiettivo è promuovere un ecosistema distribuito, aperto e collaborativo, nel quale innovazione tecnologica e responsabilità sociale procedano insieme.
In questa prospettiva, la governance non rappresenta un limite esterno imposto alla tecnologia dopo il suo sviluppo. È una componente strutturale della progettazione dell’AI.
Trasparenza, verificabilità, sicurezza, responsabilità e supervisione umana devono essere integrate fin dall’inizio nei sistemi, nelle infrastrutture e nei processi organizzativi.
Il primato umano assume un significato particolarmente importante. Non basta prevedere formalmente la presenza di una persona nel processo decisionale. È necessario garantire che questa persona disponga del tempo, delle informazioni, delle competenze e dell’autorità necessari per intervenire realmente.

Formazione e futuro: il ruolo della Scuola internazionale di Erice
La seconda edizione ha confermato la funzione della Scuola di Erice come piattaforma internazionale di ricerca, formazione e confronto sulle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale.
La velocità dell’innovazione rende necessarie competenze capaci di integrare conoscenze tecniche, giuridiche, etiche e organizzative. Nessuna singola disciplina è sufficiente per comprendere e governare sistemi che incidono contemporaneamente su diritti, mercati, infrastrutture, istituzioni e comportamenti sociali.
In questo scenario, la formazione diventa una componente essenziale della governance.
La Scuola offre ai giovani ricercatori l’opportunità di confrontarsi direttamente con esperti internazionali e contribuisce alla costruzione di un linguaggio comune tra scienza, diritto e istituzioni.
Il confronto svoltosi a Erice si è distinto per l’elevato valore scientifico e per la capacità di mettere in relazione prospettive differenti. Un’esperienza di incontro e formazione orientata non soltanto a comprendere ciò che l’intelligenza artificiale può fare, ma soprattutto a definire come vogliamo che venga progettata, governata e utilizzata.

Verso principi globali condivisi per l’intelligenza artificiale
La sfida dell’intelligenza artificiale non è soltanto tecnologica. È giuridica, politica, culturale e sociale.
I sistemi di AI possono produrre benefici significativi, ma anche generare discriminazioni, vulnerabilità, frodi, abusi e conseguenze difficili da prevedere. Per questo sono necessari codici di condotta, strumenti di verifica e un quadro giuridico capace di operare oltre i confini nazionali.

La seconda edizione dell’International School on Artificial Intelligence: Technology and Law ha contribuito a tracciare un percorso verso principi globali condivisi, fondati sulla tutela della persona e sulla responsabilità di tutti gli attori coinvolti.

Erice si conferma così un luogo internazionale di dialogo tra scienza e società, nel quale l’innovazione viene studiata alla luce delle sue conseguenze e orientata verso il bene comune.
Non si tratta soltanto di stabilire che cosa l’intelligenza artificiale possa fare.

Si tratta di decidere quale intelligenza artificiale vogliamo costruire.

Un’AI trasparente, verificabile e sicura. Un’AI che lasci alle persone il tempo e la possibilità di esercitare un giudizio autentico.
Un’AI capace di sostenere lo sviluppo scientifico e sociale senza rinunciare alla dignità umana.
Una People’s AI: un’intelligenza artificiale al servizio dell’umanità.