La formazione iniziale e permanente nella convivenza generazionale al tempo delle nuove realtà virtuali

Formazione generazionale e intelligenza artificiale

di Cizia Turli

Università Telematica San Raffaele Roma, UniRoma 5
Corporate Humanist, Lazzaroni SpA

Il presente lavoro intende richiamare l’attenzione al fenomeno della attuale condizione di convivenza generazionale in seno all’era ipertecnologica, intrecciata alla liquidità e alla incertezza sociale. La diffusione inarrestabile degli algoritmi e i profondi cambiamenti d’uso dei mezzi di comunicazione, oggi affidati a dispositivi e ai nuovi linguaggi digitali, fanno emergere l’esigenza di rinnovare le strategie educative e richiedono di sviluppare una vivace discussione sulle interazioni tra educazione e intelligenza artificiale e metaverso.

La categoria della formazione, alla luce dei numerosi bisogni, risulta essere la più idonea a area, capace di evidenziare il crescente divario generazionale e quella in grado di studiare la progressiva necessità di personalizzare i processi educativi. La comparsa insistente dell’intelligenza artificiale ha richiamato l’individuo a farsi carico e prendersi cura della propria evoluzione formativa e ad assumersi l’incarico di riappropriarsi esistenzialmente della propria identità. Per questo alla luce di tale panorama si vuole porre l’ipotesi di una possibile azione di stampo pedagogico mirata a educare desideri e pulsioni dei più giovani e a soddisfare le esigenze dei più maturi in vista della difficile, ma pensabile convivenza delle generazioni nell’uso delle nuove realtà, ancora in attuale squilibrio.

Servono più attuali ricerche in ambito educativo che possano rispondere alla richiesta di bisogno formativo iniziale e permanente per pianificare una innovata impostazione pedagogica che guidi e educhi le pulsioni e i talenti dei giovani, in modo da poter convivere con ogni età, immerse, tutte nell’ultra-dimensionale, in modo che sappiano gestire un accettabile equilibrio tra i tre mondi, “virtuale” “aumentato” e “immersivo”.

Introduzione

L’attenzione al fenomeno epocale della convivenza generazionale nell’era ipertecnologica intersecata, sempre di più con la liquidità e l’instabilità sociale, ha posto in essere la riconsiderazione di numerose tematiche affini al settore della formazione iniziale e permanente dell’individuo immerso nella attuale società. Tale riformulazione nei toni pedagogici rappresenta il filo conduttore della trattazione di questo lavoro. Alla luce di un rinnovato modo di pensare l’educazione tra individuo e nuovi linguaggi tecnologici, si vuole richiamare la riflessione ad una eventuale operazione di carattere pedagogico sociale che miri a educare aspirazioni, desideri e pulsioni dei giovani di ultima generazione. In questo veduta socioeducativa si pone la complicazione corrente delle differenze tra le vecchie e nuove generazioni, le quali coesistono e convivono nell’utilizzo costante della tecnologia e del digitale e che spesso si sfidano tra incomprensioni e disordini di pensiero e di idee. Siffatta combinazione generazionale rappresenta uno dei punti cruciali di carattere scientifico- umanistico su cui la pedagogia ultimamente intende soffermarsi ed esplorare. La considerazione, inoltre, che presumibilmente nel 2060, (Eurostat, 2020, Ecofin, 2012) in Europa il 30 per cento della popolazione avrà più di settantacinque anni genera ulteriore interesse pedagogico a riflettere e a rintracciare modalità educative sempre più attuali e idonee. Alla luce di questo dato, nondimeno si evidenzia l’occorrenza di formare cittadini attivi e autonomi, pronti e capaci di affrontare con cognizione il significato della incessante presenza dell’intelligenza artificiale e delle modalità per essere utilizzata senza rischiare pericolose derive e difficili conseguenze. Difatti, sia i computer che altri dispositivi, nel futuro assisteranno fisicamente la persona nelle numerose azioni essenziali a mantenersi in salute mentale e fisica; tuttavia, sarà importante evitare che questi possano arrivare a sostituire la persona stessa. Ed è per questa condizione che risulta urgente, da parte dell’educazione accompagnare le future e diverse generazioni cresciute alla presenza le macchine, nelle scelte e nelle decisioni più importanti. Il compito educativo, in termini applicativi è affidato alla scuola e ai governi, ma ancora di più alla stessa scienza pedagogica che deve pensare il modo più funzionale per garantire i sufficienti parametri per poter continuare a costruire una società solidale, sostenibile e rispettosa dei diritti umani. Tutte le esperienze svolte durante la giovinezza presentano risvolti educativi pregnanti che producono nuovi apprendimenti e memorizzazioni che si consolidano con i vecchi schemi; in modo particolare per i giovani è mutato il modo di considerare la novità ed è per questo che sono maggiormente attratti da ciò che è inedito e sconosciuto. Dato che le nuove tecnologie risultano essere ad alto impatto sociale, e al tempo stesso, attraenti e molto destabilizzanti, sollevano sovente considerazioni educative importanti su quanto il loro effetto sia del tutto benefico nella formazione della persona. Affinché questa attenzione alla novità e al seducente e inconsapevole rischio in termini di intelligenza artificiale, possa effettivamente essere attenzionata, bisogna che la stessa nuova intelligenza, sia capita e compresa sia dai giovani che dagli adulti. Pertanto, serve un approccio educativo responsabile e consapevole sul vero utilizzo dei nuovi linguaggi che educhi tanto i più giovani che i più maturi, per cercare di creare delle staccionate di difesa contro gli usi impropri e pericolosi. A tal proposito, tra le azioni principali mosse dalla scienza pedagogica dovrebbero esserci quelle che trasformano l’educazione in un appuntamento intergenerazionale, e che alleni a imparare dall’esperienza e dall’esempio al fine di comprendere la utilità del nuovo. È necessario che la pedagogia rifletta approfonditamente, per ri-pensare la formazione come “cura” (A.Mariani,2021) dell’individuo al fine di fornire studi e metodi che facciano discernere e comprendere sempre più dettagliatamente le trasmutazioni in itinere, così da rispondere alle necessità complesse dello sviluppo dell’individuo, giovane o maturo, per non rischiare che, come uomo, possa incanalarsi verso stretti rivoli tecnologici.

L’estratto  è tratto dalla pubblicazione sulla rivista www.qtimes.it.
L’articolo è scaricabile al link
Initial and ongoing training in generational coexistence in the time of new virtual realities