Jeremy Rifkin, ospite di CSAIA e UPEACE Rome nella prestigiosa sede dell’Australian Catholic University Campus of Rome, sostiene che ci troviamo di fronte a due visioni del mondo tra loro concorrenti. La prima si fonda su quella che definisce una «ontologia della sostanza», una concezione che vede la realtà come un insieme di entità separate e autonome e che tende a tradursi nella concentrazione di dati, capacità computazionale e potere decisionale nelle mani di pochi grandi attori. La seconda è invece un’«ontologia del processo», che interpreta la vita come una rete di relazioni, interdipendenze, collaborazione ed evoluzione continua.
Secondo Rifkin, il futuro dell’intelligenza artificiale dipenderà in larga misura da quale di queste due visioni prevarrà. Accanto alle grandi piattaforme tecnologiche oggi dominanti, egli intravede l’emergere di quella che definisce una «People’s AI», un’intelligenza artificiale sviluppata attraverso ecosistemi distribuiti di innovazione, reti aperte, piccole e medie imprese, cooperative e modelli di governance dei beni comuni, capaci di generare intelligenza collettiva su scala globale.
Un ruolo cruciale in questa trasformazione potrebbe essere svolto dalla Generazione Z. Rifkin descrive questa generazione come una forza emergente in grado di interpretare l’esistenza umana in termini sempre più interattivi, collaborativi e orientati alla comunità. Con il suo ingresso nelle istituzioni, nelle imprese, nella società civile e nel mondo della ricerca, la Generazione Z porta con sé una diversa concezione della creazione di valore, fondata non soltanto sulla competizione, ma anche sulla cooperazione, sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa.
In un’epoca caratterizzata dal cambiamento climatico, dalla trasformazione digitale, dalle tensioni geopolitiche e dalla rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale, Jeremy Rifkin ci invita a porci una domanda fondamentale: la tecnologia rafforzerà le attuali concentrazioni di potere oppure potrà diventare un catalizzatore di resilienza, sostenibilità e collaborazione?
Tra i più importanti pensatori, dalla Terza Rivoluzione Industriale al Green Deal europeo, Jeremy Rifkin ci invita a immaginare un’intelligenza artificiale progettata a misura di essere umano.

